Una premessa personale
Prima di parlarvi di creme, lasciatemi dire da dove arriva Assenza.
Sono cresciuto dentro Tamburrino, l'attività di famiglia che mio nonno ha fondato nel 1963 a Gallarate, un punto di riferimento nel settore beauty per la vendita e la distribuzione, a privati e professionisti, di prodotti per la cura della pelle, dei capelli, fino al make-up e al mondo nails.
Da bambino giocavo tra gli scaffali, e l'odore dei cosmetici è uno dei primi che ho imparato a riconoscere.
Dopo la laurea, nei primi anni Duemila, sono entrato ufficialmente nel settore. Da allora ho passato oltre vent'anni dall'altra parte del banco: a consigliare, vendere, ascoltare, osservare.
In vent'anni di lavoro ho visto passare molte cose. Ho visto le mode andare e venire, le tecnologie evolversi, gli ingredienti di punta cambiare ogni stagione. Ma c'era una cosa che non riuscivo a risolvere, e che si ripeteva.
In Tamburrino abbiamo sempre lavorato per proporre alle clienti prodotti che consideravamo davvero validi, scartando spesso le tendenze del momento quando non trovavamo dietro la sostanza.
Eppure una parte del mercato cosmetico — quella dominata da grandi marchi e marketing aggressivo — continuava ad andare in un'altra direzione. Creme vendute a prezzi altissimi, con attivi dichiarati in etichetta ma presenti in percentuali così basse da non avere alcuna attività reale. Formulazioni dove l'unica cosa davvero curata era il pack.
Promesse che nessuna molecola cosmetica è in grado di mantenere. Vedevo clienti tornare da me dopo aver comprato altrove — spesso dietro consiglio di una rivista o di una pubblicità — con barattoli ancora pieni e la sensazione di non essere state all'altezza dei prodotti. Non erano loro a non essere all'altezza. Erano i prodotti.
A un certo punto ho deciso che volevo fare le cose diversamente.
Non per inventare qualcosa di rivoluzionario — nella cosmetica di rivoluzioni se ne raccontano troppe. Ma per riportare al centro tre cose semplici: quello che serve davvero nella formula, detto chiaramente in etichetta, a un prezzo che riflettesse il valore reale del contenuto. Ho scelto un pack minimale, investimenti in pubblicità ridotti al minimo, e la volontà di far rappresentare alla formula la voce di costo più importante del prodotto.
Tutto il resto era superfluo, e lo abbiamo tagliato.
Da qui è nata Assenza.
Perché si chiama Assenza
Il nome non è casuale. "Assenza" è una parola che contiene un'altra parola: "A" più "senza".
Per me significa Artigianalità senza compromessi.
Artigianalità — non come parola di marketing, ma come metodo: produzione in piccoli lotti, materie prime selezionate una per una, formule costruite su studi scientifici seri. Non formuliamo seguendo le mode: formuliamo seguendo le evidenze. Dentro le nostre creme c'è quello che deve esserci, nulla di più, nulla di meno.
È anche il modo in cui abbiamo scelto di comunicare:
Assenza di promesse miracolose.
Assenza di claim che non possiamo dimostrare.
Assenza di ingredienti inutili messi in etichetta solo per fare numero.
Assenza di quel marketing che sfrutta le insicurezze per vendere, facendoti sentire sbagliata se non intervieni subito..
Noi non siamo così.
Quello che c'è in Assenza lo vedete scritto in etichetta, con le percentuali dichiarate una per una. Se sul flacone leggete "Siero Vitamina C 15%" significa che dentro c'è il 15% di vitamina C, non lo 0,3% camuffato. Se leggete "Niacinamide 5%" è il 5%.
Trasparenza radicale, l'abbiamo chiamata, perché è l'unica forma di onestà che abbia senso in un settore dove l'opacità è la norma.
Pro-age, non anti-age
Parliamo del cuore del discorso.
La parola che da trent'anni domina la cosmetica per la pelle matura è "anti-age". Letteralmente: contro l'età.
È una parola che ha un problema concettuale serio: l'età non è un nemico.
Non si può combattere, non si può vincere, e soprattutto non si dovrebbe desiderare di farlo. Ogni ruga, ogni cambiamento, ogni trasformazione della pelle è parte di un percorso che è il nostro — il mio, il vostro, quello di chiunque abbia la fortuna di avere vissuto abbastanza per vederlo accadere.
Pro-age significa un'altra cosa. Significa accompagnare la pelle attraverso gli anni mantenendola nella migliore versione possibile di sé stessa. Non la pelle di vent'anni fa — quella non torna, e non deve tornare.
Ma la pelle che avete oggi, curata, luminosa, idratata, elastica quanto può esserlo alla vostra età. Comoda da indossare, piacevole da guardare. Vostra, semplicemente.
Questa è la mia convinzione personale, e lo dico senza cercare di convincere nessuno: invecchiare bene, senza seguire le mode, facendo le cose con costanza e moderazione — questa è la base di tutto. Ognuno poi sceglie per sé: c'è chi vuole intervenire con la medicina estetica, chi preferisce un approccio totalmente naturale, chi sta nel mezzo. Sono tutte scelte legittime.
Il nostro contributo è fornirvi prodotti cosmetici seri, onesti, efficaci, per le persone che vogliono prendersi cura della propria pelle nel tempo senza drammi e senza miracoli. Senza giudizio nei confronti di nessun'altra strada.
Quello che la scienza ci dice sull'invecchiamento
Chiariamo un punto che spesso si confonde. L'invecchiamento cutaneo ha due componenti, e sono molto diverse tra loro.
La prima è l'invecchiamento intrinseco, quello cronologico: è scritto nei geni, nelle cellule, negli ormoni, nella biologia di fondo. Avanza con il tempo, in modo sostanzialmente indipendente da quello che facciamo. Non lo possiamo fermare, non lo possiamo ingannare. Ci porta rughe sottili, assottigliamento della pelle, una minore produzione di collagene ed elastina. Questo è il prezzo di esistere, e va bene così.
La seconda è l'invecchiamento estrinseco, quello ambientale e comportamentale. È causato da tutto quello che la pelle subisce da fuori: sole, inquinamento, fumo, alcol, sonno scarso, stress cronico, e — aggiungo io — anche dalle routine cosmetiche sbagliate. Diversi studi hanno stimato che l'invecchiamento estrinseco contribuisca in modo significativo ai segni visibili sul viso, e la buona notizia è che su questa componente possiamo intervenire davvero.
Il nostro lavoro, come brand, è aiutarvi a minimizzare l'invecchiamento estrinseco — quello modulabile — e a sostenere la pelle nella sua fisiologia durante quello intrinseco, che resta il suo corso naturale. Non vi promettiamo di tornare indietro. Vi offriamo gli strumenti per arrivare avanti nel modo migliore possibile.
Meno è meglio (e c'è un motivo scientifico)
Una delle cose che mi sono ripromesso quando ho iniziato a formulare Assenza è di non contribuire al sovraccarico.
Negli ultimi dieci anni la cosmetica ha spinto verso routine sempre più lunghe, sempre più acidi, sempre più retinoidi, sempre più step. Aprite qualsiasi social e trovate persone che applicano otto prodotti la mattina e dieci la sera.
Il problema è che la pelle non è un laboratorio. È un organo vivo, con una barriera delicata — il cosiddetto strato corneo — che tiene insieme tutto il resto.
Quando stressate quella barriera con troppi attivi, troppe esfoliazioni, troppi acidi in combinazione, la pelle risponde esattamente come risponderebbe a qualsiasi altra aggressione cronica: si infiamma, perde acqua (aumenta quella che i dermatologi chiamano TEWL, la perdita d'acqua transepidermica), diventa reattiva, sensibilizzata.
Paradossalmente, più cercate di "migliorarla" con troppa roba, più la rovinate.
Su questo tema c'è ormai un consenso dermatologico molto solido. L'American Academy of Dermatology ha linee guida esplicite sul non esagerare con esfoliazione e attivi concentrati. Sono emersi anche approcci come il "skin cycling" — rotare gli attivi invece di applicarli tutti insieme — che hanno esattamente questo principio di fondo: lasciate alla pelle il tempo di ricostruire la sua barriera tra un intervento e l'altro.
La nostra posizione è ancora più semplice: scegliete pochi prodotti formulati bene, usateli con costanza, date alla pelle il tempo di fare il suo lavoro. Non serve fare tutto tutti i giorni. Serve fare le cose giuste in modo costante.
Questo vale per la skincare come vale — se posso dirlo — per tante altre cose della vita.
Il nostro metodo, in quattro punti
Le formule Assenza non nascono da una tendenza di marketing.
Nascono da un'idea semplice: mettere in ogni prodotto quello che davvero serve, alla percentuale che davvero funziona, senza riempitivi inutili. Ogni formula viene sviluppata insieme a un chimico cosmetologo — non è un copia e incolla, non è un private label presentato come innovazione.
È un lavoro artigianale, fatto con tempi artigianali.
I quattro principi che seguiamo, spiegati semplicemente:
1. Percentuali dichiarate. Se c'è un attivo nella crema, scriviamo quanto ce n'è. Sempre. Non "arricchita con", non "a base di", non "formulata con". C'è il 3% di vitamina C? Scriviamo 3%. Questo vi permette di capire cosa state mettendo sulla pelle e di confrontare i prodotti tra loro in modo onesto.
2. Evidenze, non slogan. Non usiamo claim che non possiamo sostenere. Ogni attivo in formula è scelto per un'attività documentata in letteratura scientifica. Non diciamo "ringiovanisce", perché nessuna crema al mondo ringiovanisce davvero. Diciamo quello che ogni ingrediente può effettivamente fare: idratare, uniformare, levigare, proteggere, sostenere la barriera cutanea, stimolare il rinnovamento.
3. Made in Italy, davvero. Le nostre formule sono prodotte in Italia, con filiere controllate. Non è un claim di marketing: è un fatto che ci permette di stare vicini alla produzione, di visitare il laboratorio, di correggere in corsa. Artigianalità senza compromessi significa anche questo.
4. Niente riempitivi cosmetici. Quello che c'è nella formula serve a qualcosa. Non ci sono ingredienti messi per fare numero in etichetta, non ci sono estratti botanici in quantità invisibili che servono solo come argomento di vendita. Se lo trovate scritto, c'è in percentuale funzionale.
I risultati (che non dovrei raccontarvi io)
C'è una cosa che mi rende felice di quello che stiamo facendo: Assenza è cresciuta quasi esclusivamente per passaparola.
Non abbiamo speso un patrimonio in pubblicità — a dirla tutta, il budget complessivo non coprirebbe una cena in pizzeria.
Niente testimonial, niente campagne aggressive.
Quello che succede, più spesso di quanto credessi possibile, è che una cliente prova un prodotto, e dopo qualche settimana un'amica la guarda e le chiede "ma hai fatto qualche ritocchino?".
Mi raccontano queste scene in continuazione — in ufficio, in palestra, alle cene di famiglia. Sia chiaro: nessuna crema al mondo produce trasformazioni radicali, sarebbe fisiologicamente impossibile. Stiamo parlando di pelle visibilmente più sana, più luminosa, più curata, al punto che chi ti sta intorno se ne accorge. Non è poco.
Quando una cliente compra il suo primo prodotto Assenza, il nostro consiglio è di integrarlo alla sua routine esistente — non ha senso buttare via prodotti perfettamente validi.
Eppure, nella maggior parte dei casi, dopo un paio di giorni quelle clienti tornano per prendere il resto della linea.
Il motivo lo dicono loro: "la mia pelle sta bene", "non tira", "è morbida, vellutata, luminosa". Non stanno parlando di trasformazioni miracolose.
Stanno parlando di benessere cutaneo quotidiano, di comfort, di pelle che semplicemente funziona meglio.
I risultati visibili — pelle più elastica, più luminosa, grana più uniforme — arrivano generalmente in dieci-quindici giorni di uso costante. Non è magia. È la pelle che, quando smette di essere stressata e riceve quello che le serve nelle percentuali giuste, ritrova il proprio equilibrio naturale. Il potenziale della vostra pelle al suo meglio, senza promesse che non possiamo mantenere.
Il primo prodotto che abbiamo formulato è stato il Siero Vitamina C 3%.
Nei giorni successivi al lancio ci arrivavano telefonate al negozio: clienti che chiedevano cosa ci fosse dentro, perché non avevano mai visto la propria pelle così luminosa.
È successo di nuovo con il Perfezionatore Cutaneo, dove alla luminosità si è aggiunta una sensazione di compattezza che prima mancava.
E poi con l'Exo Revive, il siero agli esosomi, arrivato ultimo in linea: le clienti ci raccontano di averlo fatto provare alle amiche, di averlo consigliato alle figlie, di non voler più finire il flacone perché temono di restare senza.
Non sono miracoli, sono semplicemente formule ben costruite con percentuali serie. Ma quando un prodotto fa davvero quello che promette, la differenza si vede in fretta — e le persone lo raccontano.
Per chi è Assenza
Quando ho iniziato a progettare Assenza, l'idea era di avere un prodotto giusto per ogni età.
Con il tempo — e guardando i dati reali — ho capito che oggi serviamo principalmente donne dai trentacinque agli ottant'anni. Le più giovani si avvicinano con curiosità, e alcune di loro sono clienti affezionate, ma il posizionamento di prezzo — per quanto contenuto rispetto al valore della formula — resta un vincolo reale per chi è ai primi anni di autonomia economica.
Questa è una verità che preferisco dirvi, piuttosto che far finta che Assenza sia un brand "per tutte le età" quando i fatti dicono diversamente.
Parliamo quindi soprattutto a persone che conoscono la propria pelle, che hanno già provato diverse cose, che sono abbastanza stufe delle promesse per apprezzare un marchio che non ne fa.
Persone che vogliono risultati concreti ma non si aspettano miracoli, che hanno imparato a leggere le etichette, che cercano un prodotto serio a un prezzo serio.
Non nel senso di economico — Assenza è formulata con ingredienti di qualità e ha un costo — ma nel senso di giusto.
Nessuno dovrebbe pagare cinquanta euro una crema che contiene lo 0,1% del proprio attivo di punta. Da noi non succede.
Il patto che vi proponiamo
Questo manifesto è, alla fine, un patto.
Ve lo dico in modo diretto, così sappiamo a cosa ci stiamo impegnando reciprocamente.
Da parte nostra: formuliamo con un chimico cosmetologo, dichiariamo ogni percentuale, non usiamo claim che non possiamo dimostrare, non promettiamo miracoli, e ogni volta che lanciamo un prodotto nuovo vi spieghiamo onestamente cosa può e cosa non può fare. Il nostro blog esiste per questo: per dirvi la verità scientifica sulla cosmetica, anche quando è meno glamour delle storie di marketing.
Da parte vostra, se volete: usate i prodotti con costanza, per il tempo necessario perché facciano il loro lavoro (parliamo di dieci-quindici giorni per i primi segnali visibili, di mesi per i risultati più profondi). Non sovraccaricate la pelle con troppe cose contemporaneamente. Ricordatevi che il gesto più efficace anti-invecchiamento che esista al mondo è applicare una buona protezione solare tutti i giorni — nessuna crema antirughe, per quanto ben formulata, può competere con questo.
Non dovete credere a me sulla parola. Provate.
Se dopo due settimane la pelle non vi sembra migliore — più idratata, più luminosa, più confortevole da indossare — allora forse non siamo il brand giusto per voi, e va benissimo così. Ma credo che vi stupirà.
Come ha stupito me, negli anni, vedere quello che succede quando si smette di promettere il cielo e si inizia semplicemente a fare le cose bene.
Una chiusura semplice
Non credo ci sia una versione ideale di voi da raggiungere. C'è solo la vostra pelle, oggi, al meglio di quello che può essere oggi. Il nostro lavoro è darvi gli strumenti per arrivarci senza stress, senza esagerazioni, senza illusioni. Con costanza, con moderazione, con prodotti formulati seriamente.
La cosmetica non fa miracoli, e chi vi dice il contrario non sta dicendo la verità. Ma la cosmetica fatta bene fa molto. E "molto", nella cura quotidiana della propria pelle, è esattamente quello che serve.
Grazie per avermi letto fino a qui.
— Paolo
Domande che ci fanno spesso
1. Cosa significa esattamente "pro-age" rispetto a "anti-age"?
Anti-age è un approccio costruito sull'idea che l'invecchiamento sia un problema da combattere. Pro-age è un approccio costruito sull'idea che l'invecchiamento sia un processo naturale da accompagnare al meglio. Non si tratta di rassegnazione — usiamo attivi funzionali, formule serie, protocolli scientifici — ma di rapporto con il tempo. Pro-age significa prendersi cura della propria pelle per averla nella migliore versione possibile di sé, non per tornare a una versione passata che non esiste più.
2. In quanto tempo si vedono davvero i risultati?
Dipende dal prodotto e dalla pelle, ma in generale i primi segnali visibili — idratazione migliore, pelle più luminosa, grana più uniforme — arrivano in dieci-quindici giorni di uso costante. I risultati più profondi, come il miglioramento dell'elasticità o l'attenuazione di discromie superficiali, richiedono alcune settimane o mesi. La costanza è tutto: un siero applicato per tre giorni e poi dimenticato non produce risultati, indipendentemente da quanto sia ben formulato.
3. Posso usare Assenza insieme ai prodotti che ho già?
Sì, ed è anzi quello che consigliamo di fare la prima volta. Non ha senso buttare via prodotti che funzionano. Integrate gradualmente Assenza nella vostra routine e vedete come risponde la vostra pelle. La maggior parte delle nostre clienti, nel tempo, finisce per sostituire la routine precedente con la nostra — ma è una scelta che spetta a voi, in base ai risultati che vedete.
4. Avete prodotti per pelli molto giovani?
Non abbiamo una linea specifica per pelli adolescenti. Il nostro posizionamento si rivolge principalmente a pelli dai trentacinque anni in su, anche se alcuni nostri prodotti — come il Perfezionatore Cutaneo o la Mousse Detergente — sono adatti a un pubblico più ampio. Per le pelli molto giovani con problematiche specifiche, consigliamo sempre di rivolgersi a un dermatologo prima di impostare una routine.
5. Perché il vostro blog è pieno di articoli scientifici?
Perché crediamo che l'informazione corretta sia la base di scelte consapevoli. Se vi spieghiamo come funziona davvero la vitamina C, cos'è una barriera cutanea, perché un peeling non andrebbe fatto tutti i giorni — vi stiamo aiutando a scegliere bene, e non solo i nostri prodotti. Un pubblico informato è un pubblico che non si fa fregare da promesse assurde. Questo fa bene a voi, e onestamente fa bene anche a noi.
Fonti scientifiche
|
1 |
Hussein R.S. et al., «Influences on Skin and Intrinsic Aging: Biological, Environmental, and Therapeutic Insights», Journal of Cosmetic Dermatology, 2025. DOI: 10.1111/jocd.16688 |
|
2 |
Trojahn C., Dobos G., Lichterfeld A., Blume-Peytavi U., Kottner J., «Characterizing Facial Skin Ageing in Humans: Disentangling Extrinsic from Intrinsic Biological Phenomena», BioMed Research International, 2015; 2015:318586. DOI: 10.1155/2015/318586 |
|
3 |
Lee H., Hong Y., Kim M., «Skin Aging from Mechanisms to Interventions: Focusing on Dermal Aging», Frontiers in Physiology, 2023. PMC10206231 |
|
4 |
Hughes M.C.B. et al., «Sunscreen and Prevention of Skin Aging: a Randomized Trial», Annals of Internal Medicine, 2013; 158(11):781-790. |
|
5 |
American Academy of Dermatology (AAD), «How to safely exfoliate at home», Linee guida divulgative basate su consenso dermatologico, aad.org. |
|
6 |
Proksch E., «pH in nature, humans and skin», Journal of Dermatology, 2018; 45(9):1044-1052. Review sul pH cutaneo e barriera. |
Articoli correlati
Fotoinvecchiamento: cos'è davvero e come possiamo rallentarlo

