Spotless: come funziona il nostro siero macchie (e perché combina più meccanismi)

Spotless: come funziona il nostro siero macchie (e perché combina più meccanismi)

Le macchie che vedi allo specchio non raccontano mai una sola storia. C'è il segno lasciato da un'imperfezione di due estati fa, l'ombra che il sole ha disegnato sullo zigomo senza che te ne accorgessi, il tono che non torna mai davvero uniforme anche quando la pelle "sta bene".

Hanno origini diverse, ed è per questo che Spotless non punta tutto su un solo ingrediente: combina attivi che lavorano su passaggi diversi.

Se vuoi il confronto completo e tecnico, tra gli attivi schiarenti (e il perché della nostra scelta), lo trovi in Attivi schiarenti a confronto.

Qui ci concentriamo su come è costruito Spotless e su come usarlo bene.

Perché una macchia non è mai una sola cosa

Semplificando, una macchia nasce quando il melanocita produce più melanina del necessario in un punto preciso: per un'infiammazione passata, per il sole, per motivi ormonali. Tra "più melanina" e "macchia visibile" ci sono però diversi passaggi: l'attività dell'enzima che avvia la sintesi del pigmento (la tirosinasi), il trasferimento del pigmento alle cellule dell'epidermide, e la permanenza di quelle cellule in superficie prima che il ricambio naturale le porti via. È una semplificazione (entrano in gioco anche segnali infiammatori e ormonali, e in alcune macchie parte del pigmento si trova più in profondità), ma aiuta a capire la logica della formula.

I meccanismi, prima degli ingredienti

4-butilresorcinolo 1% — agisce sulla sintesi del pigmento. In un confronto diretto sulla tirosinasi umana, il 4-butilresorcinolo è risultato di gran lunga il più potente tra le sostanze testate: la concentrazione necessaria per dimezzare l'attività dell'enzima (IC50) era di 21 µmol/L, contro circa 500 per l'acido cogico, 4.400 per l'idrochinone e 6.500 per l'arbutina (Kolbe et al., 2013). Nello stesso lavoro, in un piccolo studio su 15 donne con macchie senili sull'avambraccio, una formula all'1% (la stessa percentuale di Spotless) ha reso le macchie trattate più chiare rispetto al controllo già dopo 4 settimane.

Sul melasma, una delle forme di iperpigmentazione più ostinate, i dati controllati riguardano concentrazioni più basse: allo 0,1% uno studio randomizzato split-face su 20 donne ha misurato una riduzione significativa dell'indice di melanina rispetto al solo veicolo dopo 8 settimane (Huh et al., 2010); allo 0,3%, in uno studio controllato su 32 donne, la pigmentazione è risultata significativamente più bassa rispetto al veicolo dopo 12 settimane (Khemis et al., 2007). In quest'ultimo studio tutte le partecipanti applicavano ogni giorno una protezione solare SPF 60: un dettaglio che dice già molto su come va usato questo tipo di attivo.

Niacinamide 5% — agisce sul trasferimento del pigmento. È la stessa percentuale dello studio che l'ha resa nota per questo uso. Non inibisce la tirosinasi: riduce il trasferimento dei melanosomi (i "pacchetti" di pigmento) dai melanociti alle cellule dell'epidermide. È quindi un meccanismo diverso, non una ripetizione del primo. Nello studio di riferimento la riduzione dell'iperpigmentazione era già misurabile dopo 4 settimane (Hakozaki et al., 2002). Se vuoi approfondire, ne parliamo in Niacinamide: cos'è, come funziona.

Complesso esfoliante — Gluconolattone 5% (PHA), Acido Mandelico 1% (AHA), Acido Salicilico 0,5% (BHA). Favorisce il ricambio delle cellule superficiali, comprese quelle già pigmentate. Le percentuali sono volutamente moderate, con un pH finale compreso tra 4 e 5: il ruolo di questo complesso è di supporto ai primi due attivi, e agisce sugli strati superficiali, non sul pigmento più profondo. Sui singoli esfolianti trovi gli articoli dedicati ad acido salicilico e gluconolattone.

Due ingredienti di supporto. La formula contiene anche carnosina (0,2%), con funzione antiossidante, e un estratto secco titolato di radice di liquirizia (0,25%). Tra le molecole della liquirizia, glabrene e isoliquiritigenina hanno mostrato in laboratorio una propria attività di inibizione della tirosinasi (Nerya et al., 2003). Si tratta di dati in vitro, e la percentuale è bassa: li consideriamo comprimari, non protagonisti. La percentuale conta, lo diciamo sempre.

A chi si rivolge

Spotless è pensato per chi ha macchie residue lasciate da imperfezioni, macchie legate all'esposizione solare o un tono del viso poco uniforme che la sola protezione solare quotidiana non basta a migliorare. Se hai il melasma, o una macchia che cambia forma, colore o dimensioni, il primo passo è il dermatologo.

Non è indicato su pelle irritata, lesa o in una fase di forte reattività: in quel caso conviene prima lavorare sulla barriera cutanea (ne parliamo in Skin barrier compromessa) e solo dopo occuparsi delle macchie.

Come si usa

Poche gocce una volta al giorno, preferibilmente la sera, su viso, collo e décolleté puliti, massaggiando fino ad assorbimento. La sera non è una scelta di stile: gli AHA possono aumentare la sensibilità della pelle ai raggi UV. 

Al mattino, la protezione solare non è un'opzione: fa parte della routine, esattamente come nello studio di Khemis, altrimenti rischi di annullare il lavoro che il tuo siero fa alla sera.

Tempi realistici

Le macchie si attenuano gradualmente, nell'arco di settimane, e serve un po' di pazienza. Negli studi sui singoli attivi (non su Spotless) i primi cambiamenti misurabili sono comparsi dopo circa 4 settimane (niacinamide al 5%, 4-butilresorcinolo all'1% sulle macchie senili), mentre sul melasma i risultati sono stati valutati tra le 8 e le 12 settimane. In tutti i casi la protezione solare quotidiana è la condizione che permette ai risultati di durare: senza, il sole continua a riattivare la produzione di pigmento.

Per sapere come prevenire le macchie, leggi Macchie scure dopo l'estate. Tutti i nostri articoli sul tema sono raccolti nella pagina Macchie.

Fonti

  1. Kolbe L, Mann T, Gerwat W, et al. 4-n-butylresorcinol, a highly effective tyrosinase inhibitor for the topical treatment of hyperpigmentation. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2013;27(Suppl 1):19-23. DOI
  2. Huh SY, Shin JW, Na JI, et al. The efficacy and safety of 4-n-butylresorcinol 0.1% cream for the treatment of melasma: a randomized controlled split-face trial. Ann Dermatol. 2010;22(1):21-25. DOI
  3. Khemis A, Kaiafa A, Queille-Roussel C, Duteil L, Ortonne JP. Evaluation of efficacy and safety of rucinol serum in patients with melasma: a randomized controlled trial. Br J Dermatol. 2007;156(5):997-1004. DOI
  4. Hakozaki T, Minwalla L, Zhuang J, et al. The effect of niacinamide on reducing cutaneous pigmentation and suppression of melanosome transfer. Br J Dermatol. 2002;147(1):20-31. DOI
  5. Nerya O, et al. Glabrene and isoliquiritigenin as tyrosinase inhibitors from licorice roots. J Agric Food Chem. 2003;51(5):1201-1207. DOI
  6. Kaidbey K, et al. Topical glycolic acid enhances photodamage by ultraviolet light. Photodermatol Photoimmunol Photomed. 2003;19(1):21-27. DOI
  7. Labib R, et al. A kinetic-based safety assessment of consumer exposure to salicylic acid from cosmetic products demonstrates no evidence of a health risk from developmental toxicity. Regul Toxicol Pharmacol. 2018;94:245-251. DOI
  8. Trivedi MK, Kroumpouzos G, Murase JE. A review of the safety of cosmetic procedures during pregnancy and lactation. Int J Womens Dermatol. 2017;3(1):6-10. DOI

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