Cosmetici "naturali" vs "sintetici": cosa conta davvero per la tua pelle?

Cosmetici "naturali" vs "sintetici": cosa conta davvero per la tua pelle?

Se leggi le etichette dei cosmetici, probabilmente ti sarai imbattuta in claim come “100% naturale”, “senza sostanze chimiche” o “a base vegetale”. Queste diciture trasmettono una sensazione di sicurezza e purezza. Ma quanto sono fondate?

La risposta, supportata dalla letteratura scientifica e dalla normativa europea, è più sfumata di quanto il marketing lasci intendere. In questo articolo ti spieghiamo — con dati alla mano — perché la distinzione tra “naturale” e “sintetico” non è il criterio giusto per scegliere un cosmetico, e cosa dovresti guardare invece.

 

Il mito del “naturale = sicuro”: cosa dice la scienza

L’idea che un ingrediente naturale sia automaticamente più sicuro di uno sintetico è così radicata nella percezione comune da avere un nome in psicologia: si chiama appeal to nature fallacy (fallacia del naturale). Vediamo perché la scienza la smentisce.

Gli allergeni nei cosmetici sono quasi tutti naturali

Il Regolamento Europeo 1223/2009, che disciplina la sicurezza dei cosmetici nell’UE, impone di dichiarare in etichetta la presenza di 26 sostanze riconosciute come allergeni dal Comitato Scientifico Europeo per la Sicurezza dei Consumatori (SCCS). La maggior parte di queste sostanze è di origine naturale: limonene, linalolo, geraniolo, citrale, eugenolo, cinnamaldeide — tutte molecole presenti negli oli essenziali e nelle fragranze vegetali.

Uno studio pubblicato da Geier et al. (2022), condotto su 10.930 pazienti in cliniche dermatologiche tedesche nell’arco di 10 anni (2010-2019), ha testato la sensibilizzazione a 12 oli essenziali. Il risultato: l’8,3% dei pazienti ha mostrato una reazione allergica positiva ad almeno un olio. Gli oli con il tasso di reazione più alto sono stati ylang-ylang (3,9%), lemongrass (2,6%), gelsomino assoluto (1,8%) e legno di sandalo (1,8%).

Un altro studio pubblicato su PMC (Sindle & Martin, 2021) ha evidenziato come la crescente popolarità degli oli essenziali abbia portato a un aumento dei casi di dermatite allergica da contatto (ACD), una reazione di ipersensibilità ritardata. Gli oli di tea tree, lavanda, menta piperita e ylang-ylang sono tra i più implicati.

Questo non significa che gli oli essenziali siano “pericoli”: significa che “naturale” non è sinonimo di “ipoallergenico”, e che la scelta degli ingredienti deve basarsi su dati di sicurezza, non sulla loro origine.

Naturale al 100% non esiste (davvero)

In termini strettamente chimici, un cosmetico completamente naturale non può esistere. Anche gli estratti vegetali più puri passano attraverso processi di estrazione che coinvolgono solventi, temperature controllate e fasi di purificazione — tutti processi chimici. Un olio “naturale” estratto con glicoli propilenici è ancora naturale? La risposta non è così semplice.

E c’è un paradosso ancora più concreto: un cosmetico veramente naturale, cioè privo di conservanti (tutti i conservanti efficaci sono molecole di sintesi), svilupperebbe colonie di batteri e funghi entro pochi minuti dall’apertura. I conservanti esistono per proteggere la tua pelle, non per danneggiarla.

 

Come funziona davvero la sicurezza di un cosmetico in Europa

Se non è la provenienza dell’ingrediente a garantire la sicurezza, cos’è? La risposta è: un sistema normativo tra i più rigorosi al mondo.

Il Regolamento Europeo 1223/2009

Dal luglio 2013, ogni cosmetico immesso sul mercato europeo deve rispettare il Regolamento (CE) n. 1223/2009, che prevede:

       Una Valutazione della Sicurezza obbligatoria prima dell’immissione sul mercato, redatta da un valutatore qualificato

       Il calcolo del Margine di Sicurezza (MoS) per ogni ingrediente: il rapporto tra la dose a cui non si osservano effetti avversi (NOAEL) e la dose di esposizione stimata. Per essere considerato sicuro, il MoS deve essere ≥ 100

       La notifica al portale europeo CPNP (Cosmetic Products Notification Portal) prima della vendita

       Un Product Information File (PIF) completo, con dati tossicologici, analisi microbiologiche, test di stabilità e challenge test

       La designazione di una Persona Responsabile nell’UE che garantisce la conformità del prodotto

Questo vale per tutti i cosmetici, naturali o sintetici. Non esistono eccezioni.

Il Regolamento 655/2013: i claim devono essere dimostrabili

Un regolamento europeo specifico (il 655/2013) disciplina le “aggettivazioni” dei cosmetici, cioè i claim: le affermazioni che un’azienda fa sul proprio prodotto. Ogni claim deve essere veritiero, basato su prove, comprensibile e non fuorviante.

Scrivere “100% naturale” su un prodotto che contiene ingredienti trattati chimicamente è, a rigore, un claim non conforme. Così come scrivere “senza sostanze chimiche” — l’acqua stessa è una sostanza chimica (H₂O).

Le sanzioni: fino a 100.000 € e 5 anni di reclusione

In Italia, il D.Lgs. 204/2015 ha inasprito le sanzioni per le violazioni del Regolamento Cosmetici. Chi immette sul mercato prodotti non sicuri rischia sanzioni pecuniarie fino a 100.000 € e, nei casi più gravi, la reclusione fino a 5 anni. Le autorità di controllo (ASL e NAS) effettuano verifiche regolari.

 

Cosa guardare davvero quando scegli un cosmetico

Abbiamo capito che “naturale” non è garanzia di sicurezza e “sintetico” non è sinonimo di pericolo, infatti ogni cosmetico legalmente immesso sul mercato europeo è da considerarsi sicuro.
La domanda corretta, quindi, non è "questo cosmetico è sicuro?" — ma "questo cosmetico è quello giusto per me?

Quali sono i criteri per scegliere?

1. Le concentrazioni degli attivi

Un ingrediente può essere il più studiato al mondo, ma se è presente in una concentrazione troppo bassa non avrà alcun effetto misurabile sulla pelle. Cerca prodotti che dichiarino le percentuali dei principi attivi e che queste siano allineate con quelle raccomandate dalla letteratura scientifica.

Ad esempio: la niacinamide è efficace al 2-5% (e nel nostro siero è al 5%); l’acido salicilico lavora al meglio al 2% (la concentrazione massima consentita in un leave-on); l’acido glicolico nel nostro Radiance Peeling Gel è al 10%, con un pH tra 3,2 e 3,6 — il range in cui effettivamente funziona.

Per approfondire perché la concentrazione e il pH contano, leggi la nostra guida all’acido glicolico 

2. La compatibilità tra attivi

Non tutti gli attivi si combinano bene tra loro. Usare retinolo e acido glicolico nella stessa sera, per esempio, può irritare anche le pelli più resistenti. Per capire come organizzare i tuoi attivi nella routine, consulta la guida Come combinare i principi attivi nella skincare 

3. Il test dermatologico: non è obbligatorio, noi lo facciamo comunque

Il Regolamento europeo sui cosmetici (CE 1223/2009) non obbliga i produttori a eseguire il test dermatologico. Molti brand, semplicemente, non lo fanno. Noi sì — su ogni singolo prodotto.

Come funziona: il prodotto viene applicato sulla pelle di un gruppo di volontari tramite un cerotto occlusivo per 48 ore. Dopo la rimozione, un dermatologo valuta la presenza di eventuali reazioni cutanee. Solo i prodotti che superano questo test possono riportare la dicitura "dermatologicamente testato".

Tutti i prodotti Assenza sono dermatologicamente testati. Molti sono testati anche specificamente su pelli sensibili, per offrire una garanzia aggiuntiva di tollerabilità.

Un chiarimento importante: "dermatologicamente testato" significa che il prodotto è stato sottoposto a un test clinico di tollerabilità — non che sia impossibile qualsiasi reazione avversa.

La pelle di ognuno è diversa, e la trasparenza per noi include anche dirti questo.

4. L'esperienza sulla pelle: un cosmetico deve piacerti usarlo

Puoi avere la formula più performante del mondo, ma se la texture ti infastidisce, la profumazione ti dà noia o l'assorbimento ti lascia quella sensazione appiccicosa che ti fa rimpiangere di avertelo messo — quel prodotto finirà in fondo al cassetto. E un cosmetico che non usi è un cosmetico che non funziona.

Per noi questo è il punto che cambia tutto. La skincare non dovrebbe essere un obbligo, un protocollo da seguire a denti stretti. Dovrebbe essere un momento che ti fa stare bene — qualcosa che aspetti, non qualcosa che sopporti.

È il motivo per cui ogni formula Assenza passa attraverso decine di versioni anche solo per la texture e la sensorialità. Cambiamo un emolliente, aggiustiamo la scorrevolezza, lavoriamo sulla profumazione fino a quando applicare il prodotto diventa il momento più piacevole della tua routine. Perché prendersi cura della propria pelle dovrebbe farti sentire a tuo agio con lei — non in lotta contro di lei.

L’approccio Assenza: né naturale né sintetico, ma funzionale

In Assenza Cosmetici non ci definiamo “naturali” e non ci definiamo “sintetici”. Ci definiamo funzionali: scegliamo ogni ingrediente sulla base di una sola domanda: funziona sulla pelle, a quale concentrazione, con quale livello di evidenza scientifica?

Questo significa che nelle nostre formulazioni troverai:

       Attivi di derivazione naturale quando la scienza li supporta (come l’escina dall’ippocastano, o l’acido glicolico dalla canna da zucchero)

       Attivi di sintesi quando offrono efficacia e sicurezza superiori (come la carnosina peptidica nei nostri sieri)

       Conservanti efficaci e sicuri, perché un prodotto microbiologicamente stabile protegge la tua pelle

       Concentrazioni dichiarate, allineate alla letteratura scientifica — mai dosaggi “di facciata”

Se vuoi conoscere nel dettaglio i nostri principi attivi, esplora gli approfondimenti dedicati alla niacinamide, alla vitamina C, al gluconolattone e ai betaglucani.

 

FAQ — Cosmetici Naturali e Sintetici

Un cosmetico “senza conservanti” è più sicuro?

No, anzi. Senza un sistema conservante adeguato, un cosmetico che contiene acqua diventa terreno fertile per batteri e funghi in pochi giorni. I conservanti autorizzati in Europa (elencati nell’Allegato V del Reg. 1223/2009) sono stati valutati dal SCCS con Margine di Sicurezza ≥ 100, e la loro presenza è una garanzia, non un rischio.

Tutti gli ingredienti “chimici” sono pericolosi?

No. In natura tutto è chimica: l’acqua è H₂O, la vitamina C è acido ascorbico, il sale da cucina è cloruro di sodio. L’aggettivo “chimico” non ha alcuna correlazione con la pericolosità di un ingrediente. Ciò che conta è la concentrazione, il profilo tossicologico e il Margine di Sicurezza calcolato.

Come faccio a sapere se un cosmetico è davvero sicuro?

Ogni cosmetico venduto nell’UE deve avere una Valutazione della Sicurezza redatta prima dell’immissione sul mercato. Puoi verificare che il prodotto sia notificato sul portale CPNP e che l’azienda dichiari una Persona Responsabile sul territorio europeo. Un’azienda trasparente, inoltre, dichiara le concentrazioni degli attivi e cita le fonti scientifiche a supporto.

Posso fidarmi dei prodotti “biologici” o “organici”?

Il termine “biologico” o “organico” in cosmetica non è regolato dalla normativa europea in modo univoco, a differenza del settore alimentare. Esistono certificazioni private (COSMOS, NATRUE, Ecocert) che stabiliscono criteri specifici, ma non sono obbligatorie. Un prodotto certificato biologico non è automaticamente più efficace o più sicuro di uno non certificato: la sicurezza è già garantita dal Regolamento 1223/2009 per tutti i cosmetici.

I prodotti Assenza contengono ingredienti naturali?

Sì, molti dei nostri attivi sono di derivazione naturale (acido glicolico dalla canna da zucchero, escina dall’ippocastano, vitamina C). Ma li scegliamo perché funzionano, non perché sono naturali. E li formuliamo alle concentrazioni supportate dalla ricerca scientifica, con pH ottimali e in combinazioni studiate per massimizzare l’efficacia senza compromettere la tollerabilità.

 

Tutti i prodotti Assenza Cosmetici sono disponibili su assenzacosmetici.it e nel nostro negozio a Gallarate, dove offriamo consulenza skincare personalizzata per aiutarti a scegliere i prodotti giusti sulla base delle reali esigenze della tua pelle — non sulla base di trend o slogan.

 

Fonti scientifiche e normative:

Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici (GU L 342 del 22.12.2009).

Regolamento (UE) n. 655/2013 della Commissione, che stabilisce criteri comuni per la giustificazione delle dichiarazioni utilizzate in relazione ai prodotti cosmetici.

D.Lgs. 4 dicembre 2015, n. 204 — Disciplina sanzionatoria per la violazione del Regolamento (CE) n. 1223/2009.

Geier J., Schmidt E., Uter W. (2022), “Contact sensitization to essential oils: IVDK data of the years 2010–2019”, Contact Dermatitis, 87(1):71-80. doi: 10.1111/cod.14126.

Sindle A., Martin K. (2021), “Art of Prevention: Essential Oils — Natural Products Not Necessarily Safe”, International Journal of Women’s Dermatology, PMC8243157.

Uter W. et al. (2010), “Contact allergy to essential oils: current patch test results (2000–2008) from the IVDK network”, Contact Dermatitis, 63(5):277–283.

SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety), Notes of Guidance for the Testing of Cosmetic Ingredients and their Safety Evaluation, 12th revision, SCCS/1647/22, May 2023.

Uter W. et al. (2018), “Contact allergy to fragrances: current clinical and regulatory trends”, Allergo Journal International, 27:159–168. PMC6040011.

Mahto A. (2018), The Skincare Bible: Your No-Nonsense Guide to Great Skin, Penguin Life.

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