Come capire in 30 secondi se un attivo è davvero in formula

Come capire in 30 secondi se un attivo è davvero in formula

Sul davanti di un cosmetico trovi quasi sempre delle promesse.

Sul retro, l'INCI: l'elenco completo degli ingredienti, in piccolo, con nomi che sembrano impossibili. È lì che sta la verità di una formula — e per leggerla non serve una laurea in chimica.

Serve una regola, e mezzo minuto.

Te la spieghiamo subito. Poi vediamo perché tre claim che vedi quotidianamente sui cosmetici — senza parabeni, naturale, fino al 10% — possono comparire sul pack senza garantire nulla di concreto.

Come capire in 30 secondi se un attivo è davvero in formula

L'articolo 19 del Regolamento (CE) 1223/2009 stabilisce come deve essere scritto l'INCI di un cosmetico: gli ingredienti presenti in concentrazione superiore all'1% devono essere elencati in ordine decrescente di concentrazione. Sotto l'1%, invece, l'ordine è libero: il produttore può metterli dove preferisce.

Significa che una percentuale apparentemente alta nell'elenco (per esempio: l'attivo "promesso" in quarta posizione) non garantisce automaticamente una concentrazione elevata, se quel quarto posto è già sotto la soglia dell'1%. Per individuare visivamente dove cade la soglia, c'è un marker affidabile: i conservanti.

⏱ Come funziona, in 4 passi

  1. Apri l'INCI sul retro del prodotto.
  2. Cerca i conservanti. I più usati nelle formule europee: phenoxyethanol, sodium benzoate, potassium sorbate, ethylhexylglycerin, benzyl alcohol, dehydroacetic acid, caprylyl glycol. Sono dosati quasi sempre sotto l'1%.
  3. Localizza l'attivo che ti hanno promesso: la niacinamide, la vitamina C, il retinolo, il bakuchiol — quello per cui hai comprato il prodotto.
  4. Se l'attivo compare dopo i conservanti, è quasi certamente sotto l'1%. Se compare prima, è sopra. 

Avvertenza: alcuni attivi sono efficaci anche allo 0,1% (i peptidi, per esempio). La regola non dice "sotto l'1% è inutile", dice "sotto l'1% magari non è quello che il marketing ti vuole far credere". Il problema non è la dose bassa, è la promessa costruita su una dose che non c'è.

Un esempio concreto

Ipotizziamo un siero che sul davanti dichiara "arricchito con niacinamide e vitamina C". Apri il retro e leggi:

INCI: Aqua, Glycerin, Propanediol, Pentylene Glycol, Phenoxyethanol, Ethylhexylglycerin, Niacinamide, Sodium Ascorbyl Phosphate, Parfum, Tocopherol, Citric Acid.

La niacinamide e la vitamina C (Sodium Ascorbyl Phosphate) compaiono dopo phenoxyethanol ed ethylhexylglycerin — i due conservanti. Significa che il loro contenuto totale è sotto la soglia dell'1%. Il claim "arricchito" è formalmente lecito; la promessa di efficacia, molto meno.

Tre claim diffusi (e cosa significano davvero)

1. "Senza parabeni · Senza siliconi · Senza solfati"

Parabeni. I parabeni regolati nell'Allegato V del Regolamento (CE) 1223/2009 (entry 12) sono autorizzati con limiti specifici:

  • Methylparaben ed ethylparaben: fino allo 0,4% (singoli) o 0,8% (somma combinata, espressa come acido)
  • Propylparaben e butylparaben: fino allo 0,14% combinato (Regolamento UE 1004/2014)
  • Isopropylparaben, isobutylparaben, pentylparaben, phenylparaben, benzylparaben: vietati dal Regolamento UE 358/2014 (inclusi nell'Allegato II)

La sicurezza di methylparaben ed ethylparaben è stata confermata da numerose valutazioni della SCCS — Scientific Committee on Consumer Safety della Commissione Europea: SCCS/1348/10 (2010-2011), SCCS/1446/11 (2011), SCCS/1514/13 (2013), e l'opinion più recente SCCS/1652/23 del 14 dicembre 2023 (con corrigendum del 28 febbraio 2024), che ha riconfermato la sicurezza del methylparaben come conservante a 0,4% (singolo) e 0,8% (miscele) considerando anche i dati più recenti sulle proprietà di interferente endocrino. Per il propylparaben, l'opinion SCCS/1623/20 ha confermato la sicurezza al limite dello 0,14%.

Siliconi. Lo studio di Mehling et al. (2014) pubblicato su Skin Pharmacology and Physiology ("Silicones as Nonocclusive Topical Agents", vol. 27, n. 3, pp. 164-169), condotto su 26 volontarie, ha confrontato gli effetti di tre eccipienti siliconici comuni con quelli della vaselina (petrolatum) misurando TEWL (perdita d'acqua transepidermica) e idratazione cutanea. Risultato: la vaselina riduce la TEWL del 98%, i siliconi del 20-30% o anche meno. I siliconi formano un film permeabile al vapore acqueo, non occlusivo, che si rimuove con la normale detersione. Solfati (SLS, SLES): possono risultare irritanti su pelli compromesse o per uso prolungato, ma sono cosmeticamente sicuri alle concentrazioni d'uso. Non hanno tossicità sistemica.

In sintesi: il "senza" non descrive una formula migliore. Descrive una scelta di marketing che fa leva su una paura del consumatore — paura che, per i parabeni autorizzati e per i siliconi cosmetici, decenni di letteratura scientifica non confermano.

2. "Naturale"

In Europa, il termine "naturale" applicato a un cosmetico non ha una definizione legale armonizzata. Esistono standard volontari — la norma ISO 16128-1:2016 (definizioni) e ISO 16128-2:2017 (criteri di calcolo del contenuto naturale e di origine naturale), oltre a marchi di certificazione privati come COSMOS o NATRUE — ma sono non vincolanti. La stessa ISO 16128, nelle premesse, dichiara di non occuparsi di product communication: non valida quindi un claim "naturale" sul pack.

Tradotto: un brand può scrivere "naturale" sul pack indipendentemente dalla percentuale effettiva di ingredienti di origine naturale e dal metodo di calcolo adottato. Il claim è lecito purché rispetti i criteri generali del Regolamento (UE) 655/2013 (veridicità, supporto probatorio, onestà, equità). Ma in assenza di soglia armonizzata, "naturale" è di fatto un'auto-dichiarazione.

Va aggiunta una nota scientifica: il dualismo "naturale = sicuro / sintetico = nocivo" non ha base biologica. La pelle non riconosce l'origine di una molecola, riconosce la sua struttura. L'acido glicolico estratto dalla canna da zucchero e quello di sintesi sono la stessa identica molecola. Cambia il processo, non l'effetto.

3. "Fino al X%" · "Arricchito con"

È il claim più scivoloso, perché è formalmente vero anche quando è cosmeticamente inutile. "Fino al 10% di niacinamide" indica solo la concentrazione massima possibile: non c'è alcun vincolo sulla minima. Può essere lo 0,01%. "Arricchito con vitamina C" può significare una traccia.

Il Regolamento (UE) 655/2013 sui criteri comuni dei claim cosmetici impone che ogni claim debba essere veritiero, supportato da prove, onesto ed equo. Le linee guida applicative della Commissione Europea (Technical Document on Cosmetic Claims, versione 2017) lasciano però margini interpretativi ai claim quantitativi vaghi, considerati formalmente compliant se non smentibili. Quando manca un numero esatto, non c'è una promessa misurabile dal consumatore — c'è solo la forma di una promessa.

Claim sul pack Cosa garantisce davvero
Senza parabeni / siliconi / solfati Solo l'assenza di un ingrediente regolato in UE. Nessuna superiorità in termini di sicurezza o efficacia.
Naturale Nessuna definizione legale UE. Auto-dichiarazione del brand, valutabile solo caso per caso.
Fino al X% di [attivo] Solo la concentrazione massima. La minima può essere lo 0,01%.
Arricchito con [attivo] Presenza in qualsiasi quantità, anche tracce.

Perché Assenza dichiara le percentuali

La domanda giusta, in cosmetica, non è "sto leggendo bene l'INCI?". È: "posso fidarmi di chi l'ha scritto?".

È per questo che su ogni prodotto Assenza trovi le percentuali esatte degli attivi principali dichiarate in etichetta. Non per pubblicità: per togliere la fiducia dall'equazione. Quando leggi "Siero Niacinamide 5%", la concentrazione di niacinamide è esattamente quella. Quando leggi "Booster Azelaico 10%", l'acido azelaico micronizzato è al 10%. Non "fino al". Esatto.

È un modo diverso di costruire un cosmetico: invece di chiederti di credere, ti permettiamo di verificare.

Domande frequenti

I parabeni sono davvero sicuri?

Methylparaben ed ethylparaben sono autorizzati in Europa fino allo 0,4% (singoli) o 0,8% (combinati come acido), confermati sicuri dalla SCCS nelle opinioni SCCS/1348/10 (2010), SCCS/1514/13 (2013) e SCCS/1652/23 (2023). Propyl e butylparaben hanno limiti più restrittivi (0,14% combinato). Isopropyl, isobutyl, pentyl, phenyl e benzylparaben sono vietati dal 2014.

I siliconi soffocano la pelle?

No. Lo studio di Mehling et al. (2014), pubblicato su Skin Pharmacology and Physiology, ha dimostrato che i siliconi cosmetici come dimethicone, dimethiconol e dimethicone crosspolymer formano un film permeabile al vapore acqueo. A differenza della vaselina, riducono la TEWL del 20-30% (la vaselina del 98%), non sono occlusivi e si rimuovono con la normale detersione.

Cosa significa "naturale" sui cosmetici?

In Europa non esiste una definizione legale di "naturale" per i cosmetici. Esistono standard volontari (ISO 16128-1:2016 e ISO 16128-2:2017, COSMOS, NATRUE), ma non sono vincolanti per chi scrive il claim sul pack. La stessa ISO 16128 dichiara di non occuparsi di product communication: ogni brand decide secondo criteri propri.

Perché un siero che dichiara "fino al 10% di niacinamide" può contenerne molto meno?

Il claim "fino al X%" indica solo la concentrazione massima possibile, non quella effettiva. Legalmente è valido anche se la concentrazione reale è dello 0,01%, purché rispetti i criteri generali del Regolamento (UE) 655/2013. Per sapere quanto attivo c'è davvero serve la percentuale esatta dichiarata, o l'analisi della posizione dell'attivo nell'INCI rispetto ai conservanti.

Tutti gli attivi sotto l'1% sono inefficaci?

No. Alcuni attivi sono efficaci anche a concentrazioni molto basse: i peptidi, per esempio, lavorano già allo 0,05-0,1%. Il problema non è la bassa concentrazione di per sé, ma il fatto che molti claim costruiscano una promessa di efficacia su attivi che, per agire, richiederebbero concentrazioni più alte di quelle effettivamente presenti.

Fonti

  • Regolamento (CE) 1223/2009 sui prodotti cosmetici — articolo 19 (etichettatura), Allegato V (conservanti autorizzati, entry 12 sui parabeni).
  • Regolamento (UE) 1004/2014 della Commissione, che modifica l'Allegato V relativamente a propylparaben e butylparaben (limite 0,14% combinato).
  • Regolamento (UE) 358/2014 della Commissione, che inserisce isopropyl-, isobutyl-, pentyl-, phenyl- e benzylparaben (e relativi sali) nell'Allegato II (sostanze vietate).
  • Regolamento (UE) 655/2013 sui criteri comuni applicabili ai claim utilizzati in relazione ai prodotti cosmetici.
  • Commissione Europea — Technical Document on Cosmetic Claims, versione 3 luglio 2017.
  • SCCS (Scientific Committee on Consumer Safety) — Opinion SCCS/1348/10 sui parabeni (dicembre 2010, revisione marzo 2011).
  • SCCS — Opinion SCCS/1514/13 sui parabeni (maggio 2013).
  • SCCS — Opinion SCCS/1623/20 sul propylparaben (giugno 2020).
  • SCCS — Opinion SCCS/1652/23 sul methylparaben (14 dicembre 2023, con corrigendum 28 febbraio 2024).
  • Mehling A, Cosmetic Ingredient Review et al. — "Silicones as Nonocclusive Topical Agents". Skin Pharmacology and Physiology 2014; 27(3): 164-169. PMID: 24457536.
  • ISO 16128-1:2016 — Cosmetics — Guidelines on technical definitions and criteria for natural and organic cosmetic ingredients and products — Part 1: Definitions for ingredients.
  • ISO 16128-2:2017 — Cosmetics — Guidelines on technical definitions and criteria for natural and organic cosmetic ingredients and products — Part 2: Criteria for ingredients and products.

 

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