Della niacinamide, negli ultimi dieci anni, hanno parlato tutti: i brand, i dermatologi, gli influencer, perfino i supermercati.
Il problema di una cosa di cui parlano tutti è che, prima o poi, ne escono cento versioni diverse.
Una promette miracoli, l'altra la accusa di provocare brufoli, una terza dice che si annulla con la vitamina C, una quarta che non si annulla per niente. A un certo punto è legittimo non capirci più nulla.
Si può davvero usare con la vitamina C? Fa venire i brufoli all'inizio? Meglio lei o l'acido azelaico per le macchie? E in gravidanza? E al mattino o alla sera? Sono domande che hanno risposte concrete — basate su quello che gli studi clinici dimostrano, non su quello che dice il packaging.
Qui ce ne sono dieci.
Per ognuna: i dati, qualche numero quando serve, una nota formulativa nostra quando il dato puro non basta.
Niente marketing, niente miracoli, niente «questo attivo cancella le rughe in due settimane».
Solo quello che si può dire onestamente.
Se ti serve prima un ripasso sulle basi (cos'è la vitamina B3, da dove viene, come funziona), trovi tutto nel nostro articolo introduttivo sulla niacinamide. Qui invece andiamo dritti al sodo.
1. Si possono usare niacinamide e vitamina C insieme?
📌 Risposta breve: Sì, e si vogliono pure bene. Il famoso «non si possono mescolare» nasce da uno studio degli anni '60 fatto in condizioni che sulla pelle non si verificano mai: temperature alte, acido L-ascorbico puro, pH estremi. Da allora la chimica cosmetica ha fatto qualche passo avanti, le forme di vitamina C si sono evolute, e quel falso mito si è trascinato comunque per altri sessant'anni.
Il «non si possono mescolare» è una di quelle frasi che si tramandano in cosmetica come ricetta della nonna: tutti la ripetono, ma nessuno si ricorda più da dove venga. Veniva da uno studio degli anni '60 su miscele di niacinamide e acido L-ascorbico in soluzione, ad alte temperature. In quelle condizioni, l'acido ascorbico ossida la niacinamide e produce piccole quantità di acido nicotinico (la cosiddetta «niacin»), che a differenza della niacinamide può causare flushing — quella vampata di calore con arrossamento intenso del viso.
Sulla pelle, però, queste condizioni non esistono. La pelle ha una temperatura di 32-34 °C, non 70 °C. I cosmetici moderni non usano acido L-ascorbico libero in matrici instabili: usano forme stabilizzate (SAP, Et-VC, ascorbil glucoside) oppure L-ascorbico in veicoli antiossidanti progettati per durare mesi senza ossidarsi. A meno che tu non scaldi la crema sul termosifone prima di applicarla, il problema non si pone.
C'è di più, dal punto di vista formulativo. Le forme di vitamina C che usiamo nei sieri Assenza — Sodium Ascorbyl Phosphate (SAP) ed Ethyl Ascorbic Acid (Et-VC) — lavorano a pH 5-7, cioè nello stesso intervallo di pH della niacinamide. Non c'è nemmeno l'ipotetica condizione di partenza per il problema. Per chi vuole approfondire perché abbiamo scelto queste forme e non l'acido L-ascorbico puro, ne abbiamo scritto in dettaglio nell'articolo dedicato alla vitamina C nella skincare.
Come usarle insieme nella pratica
• Stesso momento della giornata, mattina: Vitamina C → Niacinamide → SPF. La vitamina C lavora bene di mattina perché in sinergia con la protezione solare contro il danno ossidativo da UV.
• Stesso momento della giornata, sera: si possono alternare (un giorno l'una, un giorno l'altra) oppure stratificare. Entrambe sono ben tollerate la sera.
• Pelle molto reattiva: se la tua pelle si offende facilmente per ogni novità, introducile in giorni alterni e aumenta gradualmente. Non per il falso mito, ma per la regola generale «un nuovo prodotto alla volta».
I prodotti Assenza coinvolti: Siero Niacinamide 5%, Siero Vitamina C 3% (per illuminare), Siero Vitamina C 15% (per rughe e discromie).
2. La niacinamide può far venire i brufoli all'inizio? È skin purging?
📌 Risposta breve: No, e questa è la risposta che dà più sollievo. La niacinamide non causa skin purging: il purging è un fenomeno tipico degli attivi che accelerano il turnover cellulare (AHA, BHA, retinoidi), e la niacinamide non rientra in quella categoria. Se compaiono brufoli dopo aver iniziato un siero, in nove casi su dieci il colpevole è qualcos'altro: il veicolo del prodotto, una reazione di intolleranza, oppure il tuo ciclo che si sarebbe presentato comunque.
È il timore numero uno di chi inizia un nuovo siero, e nella maggior parte dei casi è un falso allarme. Per capire perché, bisogna distinguere tre fenomeni che spesso vengono confusi: purging, irritazione e comedogenesi. Sono tre cose diverse, con tre cause diverse, e solo una si chiama davvero «purging».
Cos'è davvero il purging
Il purging è la reazione transitoria a un attivo che accelera il turnover cellulare. Tradotto: la pelle, costretta a rinnovarsi più in fretta, butta in superficie i microcomedoni che si stavano formando sotto pelle. Sembra un peggioramento, ma in realtà sta solo accelerando processi che sarebbero comparsi comunque, due settimane dopo. Si esaurisce in 4-6 settimane.
Gli attivi che possono causare purging vero sono pochi e ben identificati: alfa-idrossiacidi (glicolico, lattico, mandelico), beta-idrossiacidi (salicilico), retinoidi (retinolo, retinaldeide, tretinoina), e in misura minore alcuni enzimi proteolitici. Tutti questi accelerano il ricambio dei cheratinociti. La niacinamide non lo fa.
La sua azione è metabolica e antinfiammatoria: aumenta la sintesi di NAD+ nelle cellule, stimola la produzione di ceramidi, blocca il trasferimento dei melanosomi, modula l'infiammazione attraverso le vie NF-κB e MAPK [1]. Tutto molto utile, ma niente di tutto questo «spinge fuori» le imperfezioni nascoste.
Allora se compaiono brufoli, perché?
Quando una persona racconta di «brufoli da niacinamide», le spiegazioni reali sono tre — e nessuna delle tre è il purging.
• Il colpevole è il veicolo, non l'attivo. Un siero alla niacinamide non è solo niacinamide: contiene oli, emollienti, fragranze, conservanti. Se la formulazione include ingredienti comedogenici (alcuni esteri lipidici, certi siliconi pesanti, oli con alto livello di acidi grassi insaturi), la pelle reagisce a quelli — e la niacinamide si prende la colpa per qualcun altro. Il problema è formulativo, non dell'attivo.
• Reazione di intolleranza vera. Rara, ma possibile. Si manifesta come arrossamento e leggero pizzicore, di solito subito o entro 24 ore dall'applicazione. Ha tempistiche diverse dai brufoli che compaiono a 2-3 settimane di distanza.
• Coincidenza temporale, ovvero il caso. L'acne ormonale segue cicli mensili, lo stress fa la sua parte, la dieta pure. Iniziare un nuovo siero negli stessi giorni in cui sarebbero comparse imperfezioni comunque, è una trappola statistica facile da prendere per evidenza.
Cosa fare in pratica se compaiono brufoli dopo aver iniziato un siero alla niacinamide: sospendi per due settimane, torna alla routine base, poi reintroduci. Se i brufoli si ripresentano, il problema è quella formulazione specifica (cambia formulazione, non attivo). Se non si ripresentano, era una coincidenza — e ora hai una conferma.
3. Niacinamide o acido azelaico: quale scegliere per le mie macchie?
📌 Risposta breve: Dipende dal tipo di macchia e dal contesto cutaneo. Niacinamide su macchie post-infiammatorie leggere e iperpigmentazioni diffuse. Acido azelaico su macchie post-acne più marcate, con componente infiammatoria attiva, melasma. La buona notizia? Non devi necessariamente scegliere: si possono usare insieme — e spesso è proprio la mossa giusta.
La domanda «niacinamide o acido azelaico» è una di quelle che mi metterebbero in imbarazzo se vendessi solo uno dei due. Per fortuna li abbiamo tutti e due, quindi posso essere onesto: agiscono attraverso meccanismi diversi e complementari, e capirne la differenza aiuta a capire chi va bene per te — o se vanno bene tutti e due.
Niacinamide: blocca il «trasporto» della melanina
Lo studio chiave è di Hakozaki e collaboratori, pubblicato nel 2002 sul British Journal of Dermatology [2]. Il dato cruciale è anche il più contro-intuitivo: la niacinamide non inibisce la tirosinasi (l'enzima che produce melanina, bersaglio classico degli schiarenti tradizionali). Lavora a valle, riducendo il trasferimento dei melanosomi — i pacchetti che contengono la melanina già fatta — dai melanociti ai cheratinociti che si trovano sopra di loro.
In pratica: la melanina viene prodotta come al solito, ma fatica a raggiungere la superficie della pelle. È un meccanismo elegante e ben tollerato. In coltura cellulare l'inibizione del trasferimento è del 35-68%; nel trial clinico in vivo dello stesso paper, la niacinamide al 5% ha ridotto significativamente l'iperpigmentazione facciale dopo 4 settimane. Non irrita, non sensibilizza, lavora.
Acido azelaico: agisce sulla «produzione» e sull'infiammazione
L'acido azelaico fa cose diverse: inibisce la tirosinasi (riduce quindi la sintesi della melanina alla fonte) e ha una marcata azione antinfiammatoria e antimicrobica. Questo lo rende particolarmente utile in due scenari ben specifici:
• Macchie post-infiammatorie da acne attiva: l'azione antinfiammatoria interrompe il ciclo «infiammazione → iperpigmentazione» alla radice, prima ancora che la macchia si formi.
• Melasma (le macchie ormonali tipiche della gravidanza o dell'uso di contraccettivi orali): l'azelaico è uno degli attivi cosmetici più studiati per questa indicazione, e uno dei pochi davvero attivi.
Per approfondire, abbiamo un articolo dedicato: Acido azelaico, l'alleato multitasking.
Lo schema di scelta in pratica
• Macchie leggere, post-infiammatorie da imperfezioni occasionali, pelle reattiva: inizia con la niacinamide. È più delicata e ha una tollerabilità eccellente.
• Macchie post-acne più marcate, acne ancora attiva, rosacea con discromie, melasma: l'acido azelaico è più indicato. Ha azione più aggressiva sul fronte infiammatorio.
• Vuoi entrambi gli effetti, in un solo prodotto: il Booster Acido Azelaico Assenza contiene già acido azelaico al 10% e niacinamide al 4% nella stessa formula. Non l'abbiamo messi insieme per fare i fenomeni: la combinazione è studiata proprio per la sinergia.
Una cosa importante sui tempi: in entrambi i casi parliamo di 8-12 settimane di applicazione costante prima di vedere risultati significativi, non una settimana. Le macchie si formano in mesi e si risolvono in mesi. Non c'è siero che cambi questa biologia.
4. Quando usare la niacinamide: mattina, sera o entrambe?
📌 Risposta breve: Quando vuoi tu. Mattina, sera, o entrambe. La niacinamide è uno dei pochi attivi davvero «any time»: non è fotosensibilizzante (anzi, alcuni dati suggeriscono un effetto fotoprotettivo modesto), è stabile alla luce e al calore, e la pelle la tollera bene anche due volte al giorno.
Una delle frustrazioni del costruirsi una skincare routine è che ogni attivo ha le sue regole strane: il retinolo solo di sera, la vitamina C meglio di mattina, gli AHA non insieme al retinolo, l'acido salicilico con cautela in estate. La niacinamide è la rara eccezione: si comporta bene quasi sempre. Niente vincoli rigidi, nessun calendario complicato. Detto questo, qualche indicazione per sfruttarla meglio c'è.
Mattina
Si combina bene con la vitamina C (azione antiossidante e protettiva contro UV/inquinamento) e con la SPF. Sequenza tipica: detergenza → siero vitamina C → siero niacinamide → crema/SPF. Tre passaggi rapidi, otto ore di lavoro silenzioso sotto al trucco.
Sera
Particolarmente indicata se la usi come parte di una routine «ricostruttiva»: pelle stressata dal sole, post-esfoliante, dopo aver esagerato con il retinolo. La niacinamide aiuta la barriera cutanea a ricomporsi durante la fase di riparazione notturna, che è poi il momento in cui la pelle fa quasi tutto il suo lavoro vero.
Entrambe
Per chi cerca risultati più marcati su iperpigmentazione, sebo o pori dilatati, l'applicazione mattina e sera è documentata negli studi clinici (la maggior parte dei trial usa applicazioni twice daily per 8-12 settimane). Non c'è effetto cumulativo negativo, non si «satura». Funziona di più, semplicemente.
5. La niacinamide si può usare con il retinolo nella stessa routine?
📌 Risposta breve: Sì, ed è anzi una delle combinazioni più sensate. Il retinolo è uno degli attivi più efficaci della cosmetica, ma anche uno dei più antipatici nelle prime settimane: secchezza, desquamazione, rossore. La niacinamide attutisce tutto questo. È un po' come avere un buon co-pilota: non riduce l'efficacia del retinolo, ma rende il viaggio più sopportabile.
Il retinolo accelera il turnover cellulare e stimola la produzione di collagene, ma le prime quattro-sei settimane possono essere impegnative — il famigerato «retinization period». Pelle che tira, qualche scaglietta sulle guance, un po' di rossore, occasionali alti e bassi della tolleranza. Niente di grave, ma fastidioso. La niacinamide riduce questi effetti collaterali in due modi documentati.
• Stimola la sintesi di ceramidi nello strato corneo (Tanno e collaboratori, 2000, British Journal of Dermatology [3]: aumento di 4,1-5,5 volte). Le ceramidi sono il «cemento» che tiene insieme la barriera cutanea, e una barriera più solida tollera meglio il retinolo.
• Ha un'azione antinfiammatoria documentata (Grange e collaboratori, 2009, Journal of Dermatological Science [4]): inibisce la produzione di IL-8 indotta da Cutibacterium acnes attraverso le vie NF-κB e MAPK. Tradotto: spegne i rossori prima che diventino fastidiosi.
La niacinamide rende il retinolo più sopportabile senza ridurne l'efficacia. È una delle combinazioni più raccomandate dai dermatologi a chi inizia il retinolo per la prima volta — e non è un caso che molti cosmetici li mettano direttamente insieme.
Come usarli insieme
• Stesso prodotto: il Booster Retinolo Assenza contiene retinyl palmitate 1% e niacinamide 4% nella stessa formula, proprio per sfruttare la sinergia.
• Prodotti separati: applica la niacinamide prima del retinolo (la stratificazione classica è siero acquoso → siero più ricco → crema). Oppure niacinamide la mattina, retinolo la sera, e dormi sereno.
6. In quanto tempo si vedono i risultati con la niacinamide?
📌 Risposta breve: Dipende da cosa stai cercando. Idratazione e meno rossore: 2-4 settimane. Meno sebo e pori più affinati: 4-8 settimane. Macchie più chiare e effetto anti-età visibile: 8-12 settimane. La regola generale: se a Pasqua compri un siero per le macchie e a Ferragosto stai ancora aspettando di vedere qualcosa, sei nei tempi giusti, non in ritardo.
Una delle aspettative più spesso disattese in cosmetica è quella sui tempi. Capisco perché: una pubblicità ti mostra il «prima» e il «dopo» con dieci giorni di distanza, e ti convinci che dieci giorni siano un termine ragionevole. Spoiler: la pelle non ha guardato la pubblicità. La pelle ha cicli biologici suoi — il turnover dello strato corneo è di 28 giorni circa (più lento con l'età), il rimodellamento dermico richiede mesi. Nessun cosmetico, niacinamide compresa, può forzare questi tempi.
Gli studi clinici sulla niacinamide topica forniscono numeri abbastanza precisi:
• Sebo: lo studio di Draelos del 2006 (Journal of Cosmetic and Laser Therapy [5]) ha documentato una riduzione significativa della sebum excretion rate dopo 2-4 settimane di applicazione di niacinamide al 2%, con effetto stabile o crescente fino a 6 settimane. Il viso che brilla a metà giornata è il primo segnale a migliorare.
• Iperpigmentazione: nel trial di Hakozaki 2002 [2], la riduzione significativa rispetto al placebo è stata osservata dopo 4 settimane con niacinamide al 5%; il dato si consolida nelle settimane successive. Ma non aspettarti la macchia che sparisce: aspettati che si attenui, gradualmente, mese dopo mese.
• Rughe sottili, ingiallimento del colorito, elasticità: lo studio di Bissett del 2004 (International Journal of Cosmetic Science [6]) ha utilizzato un protocollo di 12 settimane con niacinamide al 5%, due volte al giorno. I risultati visibili su rughe fini, macchie iperpigmentate, blotchiness e ingiallimento si sono manifestati a 12 settimane.
La conclusione pratica: dai a un siero alla niacinamide almeno 8 settimane prima di valutarlo. Se compri un prodotto e dopo dieci giorni concludi che «non funziona», non hai dato il tempo che lo studio clinico stesso ha impiegato per misurarlo. Comprare cosmetici con la mentalità del cambio palestre — provo un mese e poi giudico — è una delle cause principali di delusioni inutili.
7. La niacinamide ha effetti collaterali? Quando preoccuparsi?
📌 Risposta breve: La niacinamide topica è uno degli attivi cosmetici con il miglior profilo di tollerabilità in assoluto. Eventi rari: leggero pizzicore o arrossamento iniziale (di solito colpa del veicolo o di concentrazioni molto alte oltre il 10%). Reazioni allergiche vere e flushing sono eventi eccezionali. Tradotto: il rischio di problemi è basso, ma non zero.
Le revisioni di Marques 2024 (Antioxidants [1]) e di Boo 2021 (Antioxidants [7]) — entrambe peer-reviewed — convergono sullo stesso giudizio: il profilo di sicurezza della niacinamide topica è eccellente alle concentrazioni cosmetiche standard (2-10%). Il che è un altro modo di dire che è uno dei pochi attivi che si possono raccomandare con tranquillità anche a chi ha la pelle complicata.
Cosa può effettivamente succedere
• Pizzicore o leggero arrossamento iniziale: in chi ha pelle reattiva, può comparire alla prima applicazione e svanire in cinque-dieci minuti. Quasi sempre è colpa del veicolo (alcoli denaturati, fragranze) più che della niacinamide stessa.
• Flushing (vampata di calore con arrossamento intenso del viso): è un effetto dell'acido nicotinico (niacin), non della niacinamide. Le due sono parenti chimici stretti, ma non interscambiabili. Se compare flushing, può essere segno che il prodotto contiene acido nicotinico residuo — formulazione a pH troppo acido o materia prima impura. Eccezionale con prodotti formulati correttamente.
• Reazione allergica vera: rara, si manifesta con prurito intenso, eritema marcato, eventualmente piccole vescicole. In quel caso si sospende e si valuta con un dermatologo. Non è il caso di insistere a «vedere se passa».
La niacinamide non è fotosensibilizzante — anzi, alcuni studi suggeriscono effetti fotoprotettivi modesti — quindi non c'è bisogno di limitarne l'uso in estate o di confinarla alle ore serali. Una preoccupazione in meno, su un argomento già abbastanza affollato.
8. Si può usare la niacinamide in gravidanza e allattamento?
📌 Risposta breve: Sì, la niacinamide topica è considerata sicura in gravidanza e allattamento, ed è anzi una delle alternative più indicate quando devi sospendere i retinoidi. Come sempre in gravidanza, prima di introdurre qualsiasi nuovo prodotto conferma con il tuo ginecologo o dermatologo.
La gravidanza ha un effetto curioso sulla skincare: improvvisamente metà degli scaffali del bagno diventa off-limits. Retinoidi via, idrochinone via, acido salicilico ad alte percentuali via. È una delle ragioni per cui la niacinamide è diventata una piccola eroina silenziosa di chi è in attesa: continua a fare il lavoro, senza far suonare allarmi.
La sostanza è la forma ammide della vitamina B3, una vitamina idrosolubile che assumiamo normalmente con la dieta. La revisione sulla sicurezza dei prodotti dermatologici in gravidanza di Murase, Heller e Butler del 2014 (Journal of the American Academy of Dermatology [8]) la include tra gli ingredienti considerati sicuri per uso topico in gravidanza.
Cosa va sospeso in gravidanza, invece, è un altro elenco: i retinoidi topici (retinolo, retinaldeide, tretinoina, adapalene) per il rischio teorico di teratogenicità — un rischio documentato per le forme orali, e per analogia precauzionale anche per quelle topiche. Anche l'idrochinone è da evitare per l'alta percentuale di assorbimento sistemico, e l'acido salicilico ad alte concentrazioni in zone estese del corpo.
La niacinamide diventa quindi una sostituta preziosa per chi vuole continuare a lavorare su iperpigmentazione (compreso il melasma gestazionale, che colpisce fino al 70% delle donne in gravidanza), pelle impura o rinforzo della barriera. Sostituisce bene il retinolo per il versante uniformazione del tono. Non lo sostituisce sull'azione anti-rughe profonde — ma quella, in nove mesi, può aspettare.
Disclaimer importante: in gravidanza ogni introduzione di prodotti cosmetici nuovi va confermata con il proprio ginecologo o dermatologo. Le indicazioni di questo articolo sono informative, non sostituiscono il parere medico.
9. Si può usare la niacinamide tutti i giorni? Serve un'alternanza?
📌 Risposta breve: Sì, tutti i giorni, anche due volte al giorno se vuoi. Non sviluppa «tolleranza», non c'è bisogno di pause, non è un attivo da alternare con altro per evitare assuefazione. Il limite è la tolleranza individuale della pelle, non un meccanismo biologico misterioso.
La domanda nasce da una buona ragione: alcuni attivi cosmetici hanno davvero bisogno di una gestione ciclica. Il retinolo, all'inizio, va introdotto gradualmente (una o due volte a settimana, poi crescente). Gli AHA forti vanno alternati. I peeling chimici aspettano. Ma quel bisogno deriva dalla loro azione sul turnover cellulare e dal rischio di compromettere la barriera. La niacinamide non rientra in quella categoria.
Anzi: gli studi clinici sono costruiti sull'applicazione quotidiana costante. Il trial di Bissett del 2004 [6] ha utilizzato applicazioni twice daily per 12 settimane senza alcuna pausa intermedia, ottenendo risultati significativi su rughe, macchie e blotchiness senza segnalazioni di intolleranza progressiva. Se la pausa fosse stata necessaria, l'avrebbero prevista.
La pratica concreta: una volta al giorno è sufficiente per mantenere i risultati, due volte al giorno per accelerarli o per situazioni specifiche (sebo importante, iperpigmentazione marcata, pelle che richiede un rinforzo della barriera). Più di così non serve. Più di così, in cosmetica, raramente serve.
10. Il mio siero alla niacinamide pizzica leggermente: è normale?
📌 Risposta breve: Un leggero pizzicore iniziale può capitare, soprattutto su pelle reattiva o appena dopo l'applicazione. Se invece brucia in modo marcato e persistente, il problema è quasi sempre formulativo: pH della formula troppo acido, presenza di solventi irritanti nel veicolo, oppure concentrazioni di niacinamide molto alte (>10%). La niacinamide pura non brucia. Brucia chi le sta intorno.
Partiamo dalla base: la niacinamide pura, in soluzione, non brucia. Ha un pH proprio leggermente basico (intorno a 7), è ben tollerata anche su mucose sensibili a concentrazioni cosmetiche, e il suo profilo di sicurezza è uno dei migliori della cosmetica. Quindi se un prodotto «alla niacinamide» pizzica, il colpevole quasi sempre è qualcun altro nella formula. Vediamo chi.
Le cause più frequenti
• Il pH della formula è troppo basso. Alcune formulazioni mettono insieme niacinamide e attivi acidi (vitamina C in forma di acido L-ascorbico, AHA, BHA) abbassando il pH a 3,5-4. A quei pH, la niacinamide può idrolizzarsi parzialmente in acido nicotinico, che invece sì, fa pizzicore e flushing. È un problema noto in formulazione, e si evita facilmente — basta non mescolare le cose sbagliate.
• Il veicolo contiene irritanti. Alcoli denaturati, mentolo, fragranze a forte tenore di terpeni, certi solventi (Transcutol in alta percentuale): tutti possono dare pizzicore in chi ha pelle sensibile, indipendentemente dalla niacinamide. La niacinamide si prende la colpa per qualcun altro, ancora una volta.
• La concentrazione è molto alta (>10%). Sopra il 10%, alcune persone iniziano a percepire pizzicore. È il motivo per cui la maggior parte della letteratura clinica si ferma al 5%: oltre non aumenta significativamente l'efficacia, mentre aumenta il rischio di intolleranza. Più non sempre vuol dire meglio — un concetto sottovalutato in cosmetica.
La scelta formulativa Assenza
Il Siero Niacinamide 5% Assenza è formulato a pH 5,0-5,2, cioè nel range fisiologico della pelle (4,5-5,5). Questo significa: niente idrolisi della niacinamide, nessun pizzicore da pH, ottima compatibilità con la barriera cutanea. La niacinamide è al 5%, la concentrazione raccomandata dalla letteratura clinica come ottimale (Bissett 2004 [6], Hakozaki 2002 [2]). Il veicolo contiene urea all'1%, betaina, allantoina, carnosina, e Symcalmin (avenantramide sintetica) — tutti ingredienti che lavorano sul comfort cutaneo, non contro.
Se il tuo siero alla niacinamide brucia, prova prima a confrontare le percentuali, il pH dichiarato e la lista INCI. Spesso il problema si risolve cambiando formulazione, non rinunciando all'attivo. La niacinamide non ha colpa: hanno colpa i suoi compagni di stanza.
In sintesi
La niacinamide è uno degli attivi cosmetici più studiati e meglio caratterizzati della letteratura. Funziona — c'è una mole impressionante di studi clinici a dimostrarlo — ma non è magia. Funziona alle dosi giuste, nei tempi giusti, sulle indicazioni giuste. Niente di quello che fa avviene in una settimana. Tutto quello che fa, lo fa con costanza.
La parte difficile, in cosmetica, non è quasi mai trovare un ingrediente che funzioni: è dargli il tempo di farlo, in una formulazione che non remi contro. Su entrambi questi fronti, la niacinamide è generosa.
Se l'articolo ti ha lasciato con altre domande, scrivici. Le risposte interessanti diventano FAQ, e le FAQ aiutano altre persone a non incappare nelle stesse semplificazioni di marketing che hanno fregato te.
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• Acido azelaico: l'alleato multitasking per una pelle perfetta — quando le macchie hanno bisogno di un'azione più aggressiva.
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I prodotti Assenza che contengono niacinamide:
• Siero Niacinamide 5% (siero pro-age con carnosina, urea, allantoina, pH 5,0-5,2)
• Pure Balance (crema viso pelli impure con niacinamide al 4%)
• Booster Acido Azelaico (azelaico 10% + niacinamide 4% in sinergia)
• Booster Retinolo (retinyl palmitate 1% + niacinamide 4%)
Fonti scientifiche
[1] Marques C, Hadjab F, Porcello A, et al. "Mechanistic Insights into the Multiple Functions of Niacinamide: Therapeutic Implications and Cosmeceutical Applications in Functional Skincare Products". Antioxidants, 13(4):425, 2024. PMC11047333. doi:10.3390/antiox13040425
[2] Hakozaki T, Minwalla L, Zhuang J, Chhoa M, Matsubara A, Miyamoto K, Greatens A, Hillebrand GG, Bissett DL, Boissy RE. "The effect of niacinamide on reducing cutaneous pigmentation and suppression of melanosome transfer". British Journal of Dermatology, 147(1):20-31, 2002. PMID: 12100180. doi:10.1046/j.1365-2133.2002.04834.x
[3] Tanno O, Ota Y, Kitamura N, Katsube T, Inoue S. "Nicotinamide increases biosynthesis of ceramides as well as other stratum corneum lipids to improve the epidermal permeability barrier". British Journal of Dermatology, 143(3):524-531, 2000. PMID: 10971324.
[4] Grange PA, Raingeaud J, Calvez V, Dupin N. "Nicotinamide inhibits Propionibacterium acnes-induced IL-8 production in keratinocytes through the NF-κB and MAPK pathways". Journal of Dermatological Science, 56(2):106-112, 2009. doi:10.1016/j.jdermsci.2009.08.001
[5] Draelos ZD, Matsubara A, Smiles K. "The effect of 2% niacinamide on facial sebum production". Journal of Cosmetic and Laser Therapy, 8(2):96-101, 2006. PMID: 16766489. doi:10.1080/14764170600717704
[6] Bissett DL, Miyamoto K, Sun P, Li J, Berge CA. "Topical niacinamide reduces yellowing, wrinkling, red blotchiness, and hyperpigmented spots in aging facial skin". International Journal of Cosmetic Science, 26(5):231-238, 2004. PMID: 18492135. doi:10.1111/j.1467-2494.2004.00228.x
[7] Boo YC. "Mechanistic Basis and Clinical Evidence for the Applications of Nicotinamide (Niacinamide) to Control Skin Aging and Pigmentation". Antioxidants, 10(8):1315, 2021. PMC8389214. doi:10.3390/antiox10081315
[8] Murase JE, Heller MM, Butler DC. "Safety of dermatologic medications in pregnancy and lactation: Part I. Pregnancy". Journal of the American Academy of Dermatology, 70(3):401.e1-14, 2014. doi:10.1016/j.jaad.2013.09.010
[9] Bissett DL, Oblong JE, Berge CA. "Niacinamide: A B Vitamin that Improves Aging Facial Skin Appearance". Dermatologic Surgery, 31(7 Pt 2):860-865, 2005. PMID: 16029679. doi:10.1111/j.1524-4725.2005.31732

