Gluconolattone: l'esfoliante delicato per pelli sensibili

Gluconolattone: l'esfoliante delicato per pelli sensibili

Esfoliare senza irritare è possibile.

Si chiama gluconolattone, è un poliidrossiacido (PHA) e da qualche anno è uno degli attivi più richiesti dalle pelli sensibili che non tollerano l'acido glicolico. In questo articolo vediamo che cos'è davvero, cosa dice la ricerca scientifica, a che percentuali è efficace e in quali prodotti Assenza lo trovi.

Cos'è il gluconolattone

Il gluconolattone (INCI: Gluconolactone), chiamato anche acido gluconico delta-lattone o glucono-δ-lattone, è un poliidrossiacido (PHA) ottenuto dall'ossidazione del glucosio. In natura lo trovi nel miele, nei succhi di frutta e nel vino — ma in cosmetica viene prodotto per via biotecnologica per garantire purezza e standardizzazione.

Quello che lo rende interessante in skincare è una caratteristica chimica precisa: a contatto con l'umidità della pelle, l'anello lattonico si idrolizza lentamente liberando acido gluconico. Questo rilascio graduale è la chiave della sua delicatezza — nessun "picco" di acidità sulla pelle, nessuno shock del pH cutaneo.

AHA, BHA, PHA: dove si colloca il gluconolattone

I tre acidi esfolianti più usati in cosmetica appartengono a famiglie diverse e funzionano in modo diverso. Capirne le differenze è il primo passo per scegliere quello giusto per la tua pelle.

AHA (Alpha-Hydroxy Acid) — es. acido glicolico, lattico. Molecole piccole e idrosolubili, penetrano rapidamente. Ottimi per fotoinvecchiamento e discromie, ma più irritanti.

BHA (Beta-Hydroxy Acid) — l'acido salicilico. Molecola liposolubile, entra nei pori e scioglie il sebo. Indicato per pelli grasse, impure, a tendenza acneica.

PHA (Poly-Hydroxy Acid) — gluconolattone, acido lattobionico. Molecole più grandi, penetrazione lenta, idratanti. Esfoliano con un profilo di tollerabilità superiore. Adatti anche a pelli sensibili, reattive e a tendenza rosacea.

La differenza chiave non è "PHA è più debole di AHA". Uno studio comparativo di 12 settimane condotto da Edison e colleghi nel 20041 ha mostrato che i risultati antiage di un regime PHA basato sul gluconolattone sono comparabili a quelli di un regime AHA con acido glicolico, ma con un'incidenza significativamente inferiore di stinging, bruciore e irritazione. In altre parole: stesso risultato, meno fastidio.

Cosa fa davvero il gluconolattone alla pelle

1. Esfolia delicatamente accelerando il turnover cellulare

Come tutti gli acidi esfolianti, il gluconolattone agisce sul processo di rinnovamento della pelle. Uno studio del 2021 pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology2 ha confrontato gluconolattone e acido glicolico al 2% in un sistema di valutazione del cell turnover rate, dimostrando che anche a basse concentrazioni il gluconolattone accelera in modo misurabile il rinnovamento dello strato corneo. Il risultato visibile: pelle più liscia, grana più uniforme, colorito più vivo.

2. Idrata e supporta la barriera cutanea

A differenza di altri esfolianti che possono disidratare, il gluconolattone è un umettante: la sua struttura ricca di gruppi idrossilici trattiene acqua nello strato corneo. Uno studio del 2023 di Jarząbek-Perz e colleghi pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology3 ha valutato peeling chimici al 10% e al 30% di gluconolattone su parametri come pH cutaneo, TEWL (perdita di acqua transepidermica) e produzione di sebo. Il dato più rilevante: diminuzione della TEWL, ovvero miglioramento della funzione barriera. Esattamente l'opposto di quello che fanno gli AHA aggressivi.

3. Ha un'azione antiossidante

Il gluconolattone è un chelante di metalli (cattura ferro e rame, due ioni che catalizzano la produzione di radicali liberi nella pelle) e ha proprietà antiossidanti dirette. In uno studio del 2004 pubblicato su Dermatologic Surgery, Bernstein e colleghi4 hanno dimostrato in un modello in vitro di fotoinvecchiamento cutaneo che il gluconolattone offre fino al 50% di protezione contro l'attivazione del promotore dell'elastina indotta dai raggi UV.

È importante essere chiari su questo punto: questo non significa che il gluconolattone sostituisca un filtro solare. Lo studio è in vitro, non in vivo, e l'effetto è di natura antiossidante — il gluconolattone aiuta a contrastare lo stress ossidativo causato dai raggi UV, ma non assorbe né riflette le radiazioni come fa un SPF. La protezione solare resta indispensabile.

4. È utile per la pelle a tendenza acneica

Già nel 1992 Hunt e Barnetson pubblicarono sull'Australasian Journal of Dermatology uno studio in doppio cieco su 150 pazienti5: confrontato con il benzoyl peroxide al 5%, il gluconolattone al 14% si dimostrò efficace nel ridurre il numero di lesioni infiammatorie e non infiammatorie, con un profilo di effetti collaterali significativamente più favorevole.

Più recentemente, uno studio del 2019 di Kantikosum e colleghi6 ha mostrato che l'aggiunta di gluconolattone (insieme ad acido glicolico, salicilico e licochalcone A) potenzia l'efficacia dell'adapalene 0,1% nelle pelli con acne lieve-moderata, sempre con buona tollerabilità.

Una precisazione necessaria: i cosmetici non curano l'acne, una patologia che richiede valutazione dermatologica. Possono però supportare le pelli a tendenza acneica nella loro skincare quotidiana.

5. È tollerato dalle pelli sensibili e a tendenza rosacea

Questo è probabilmente il suo punto di forza più documentato. Uno studio di Draelos, Green ed Edison del 2006 pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology7 ha valutato un regime di skincare a base di gluconolattone in combinazione con acido azelaico al 15% in pazienti con rosacea, mostrando buona tollerabilità e miglioramento dei parametri clinici in un gruppo di pazienti notoriamente intollerante agli AHA tradizionali.

Una conferma molto recente arriva da uno studio del 2025 di Peng e colleghi, pubblicato sempre sul Journal of Cosmetic Dermatology9. La ricerca ha coinvolto 200 pazienti con eritema lieve da rosacea: a 100 di loro è stato somministrato per 30 giorni un siero topico al 5% di gluconolattone, mentre gli altri 100 sono stati trattati con una singola seduta di Intense Pulsed Light (IPL). I risultati sono indicativi: nel gruppo trattato con il siero al 5% gluconolattone, il 56% dei pazienti ha mostrato un miglioramento evidente del rossore, con miglioramenti significativi anche su idratazione, barriera cutanea e tono. L'IPL ha avuto un'efficacia complessiva superiore sull'eritema, ma a fronte di costi più alti e potenziali effetti collaterali. Per chi cerca un approccio quotidiano, accessibile e ben tollerato per gestire il rossore della pelle con tendenza rosacea, il gluconolattone al 5% si conferma un'opzione cosmetica con solido supporto clinico.

Anche in questo caso una precisazione: la rosacea è una patologia dermatologica che richiede valutazione medica. I cosmetici possono supportare la gestione quotidiana della pelle a tendenza rosacea ma non sostituiscono una terapia.

A che percentuale è efficace

La concentrazione del gluconolattone in una formula non basta da sola a definirne la frequenza d'uso: contano anche il veicolo (siero leave-on, crema idratante, peeling rinse-off) e gli altri attivi presenti nella formula. La stessa percentuale in una crema idratante o in un peeling leave-on produce esperienze d'uso diverse.

  • 2-5% in sieri o creme leggere a uso quotidiano: idratazione, supporto al turnover, azione antiossidante. Lo studio di Peng 20259 ha validato il 5% in formulazione siero su 200 pazienti con eritema da rosacea, applicato giornalmente per 30 giorni con buona tollerabilità.
  • 5-10% in creme idratanti formulate per uso quotidiano: la concentrazione più alta è bilanciata dalla matrice cremosa, dalla presenza di umettanti, e dagli altri attivi di supporto alla barriera. Il rilascio del gluconolattone è graduale e l'azione esfoliante è secondaria rispetto a quella idratante. È la scelta formulativa che troviamo nei prodotti PHA pensati per la routine quotidiana.
  • 5-10% in peeling leave-on: la stessa fascia di concentrazione, ma in un veicolo a pH più acido (3-4) e con minor presenza di agenti barriera, richiede frequenza ridotta (1-2 volte a settimana) perché l'azione esfoliante è primaria.
  • 10-30% in peeling cosmetici professionali: trattamenti intensivi a uso periodico. Lo studio di Jarząbek-Perz3 ha utilizzato proprio queste concentrazioni in protocolli controllati.

Questo è uno dei vantaggi più sottovalutati del gluconolattone rispetto agli AHA classici: la sua penetrazione lenta permette finestre d'uso quotidiano molto più ampie. Un acido glicolico al 10% in una crema giornaliera sarebbe problematico per la maggior parte delle pelli; un gluconolattone alla stessa percentuale, in una matrice idratante, è ben tollerato.

Come integrarlo nella tua routine

Le indicazioni pratiche cambiano a seconda della forma cosmetica in cui lo trovi:

In un peeling leave-on (5-10%) — per esempio in associazione con acidi più aggressivi come il glicolico:

  • Applicazione la sera, dopo la detersione, su pelle asciutta.
  • 1-2 volte a settimana, iniziando da una sola applicazione le prime 2 settimane per testare la tolleranza.
  • Non sovrapporre nella stessa sera con retinolo o altri esfolianti chimici: alterna le serate.

In una crema idratante quotidiana (5-10%):

  • Mattina e/o sera, dopo siero, su viso e collo.
  • Si può integrare nella routine quotidiana standard senza fasi di "rodaggio" particolari, salvo pelli molto reattive che possono iniziare con applicazioni a giorni alterni.
  • Compatibile con la maggior parte degli altri attivi (niacinamide, acido ialuronico, ceramidi, peptidi).

Indicazioni valide per entrambe le forme:

  • Il gluconolattone non è fotosensibilizzante come l'acido glicolico, ma il filtro solare al mattino resta essenziale per ogni routine skincare seria.
  • I primi miglioramenti visibili (luminosità, uniformità di grana) compaiono in genere dopo 2-4 settimane di uso costante; risultati più marcati richiedono 8-12 settimane.

I prodotti Assenza con gluconolattone

Abbiamo scelto il gluconolattone come attivo strategico in due prodotti, con due funzioni diverse: in un peeling, dove lavora in sinergia con l'acido glicolico per renderlo più tollerabile; e in una crema viso, dove svolge un ruolo idratante e di leggero rinnovamento quotidiano.

Radiance Peeling Gel — Acido Glicolico 10% + Gluconolattone 5%

Un peeling leave-on che combina la potenza dell'acido glicolico al 10% con la delicatezza del gluconolattone al 5% — la stessa concentrazione validata clinicamente dallo studio di Peng et al. (2025) su 200 pazienti9. Il PHA mitiga l'aggressività dell'AHA, lavorando in sinergia per un'esfoliazione efficace ma ben tollerata. pH formulato a 3,2-3,6 — il range ottimale perché l'acido glicolico sia attivo. Completano la formula Sodium PCA (componente naturale del fattore idratante della pelle) e Pantenolo.

Per chi: chi cerca un peeling cosmetico efficace ma non vuole l'effetto "ruvido" dei glicolici puri.

Come si usa: 1-2 sere a settimana, su viso deterso. Strato sottile, non risciacquare.

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Hydra Glow — Crema viso idratante illuminante

Una crema viso quotidiana che combina ETVC (Etil Ascorbico), una forma stabile e liposolubile della Vitamina C dall'azione antiossidante e illuminante, con gluconolattone all'8%. La percentuale rientra nella fascia 5-10% formulata per uso quotidiano in crema idratante: la matrice ricca e gli altri attivi di supporto modulano il rilascio del PHA, che lavora come idratante e leggero rinnovatore cutaneo, non come esfoliante primario. Pensata per essere usata tutti i giorni.

Per chi: chi vuole una crema giorno o sera con un'azione idratante e luminosità progressiva, senza l'aggressività degli esfolianti tradizionali.

Come si usa: mattina e/o sera, dopo siero, su viso e collo.

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Domande frequenti sul gluconolattone

Il gluconolattone fa male o irrita la pelle?

No, è uno degli acidi esfolianti meglio tollerati. La sua molecola di grandi dimensioni penetra lentamente, riducendo drasticamente il rischio di irritazione, bruciore o stinging tipici degli AHA. Il Cosmetic Ingredient Review (CIR) lo ha valutato sicuro per l'uso cosmetico. Reazioni avverse sono rare e in genere lievi; come per qualsiasi nuovo attivo, si consiglia un patch test prima del primo utilizzo se hai pelle particolarmente reattiva.

Il gluconolattone è utile per pelli a tendenza acneica?

Sì, è uno dei pochi esfolianti chimici ben documentati anche per le pelli con questa tendenza. Lo studio di Hunt e Barnetson del 1992 su 150 pazienti ha mostrato risultati comparabili al benzoyl peroxide, con minori effetti collaterali. Lo studio del 2019 di Kantikosum lo ha confermato come potenziatore dell'efficacia dell'adapalene. Resta inteso che l'acne come patologia richiede una valutazione dermatologica: il gluconolattone è un alleato cosmetico, non una terapia.

Il gluconolattone aiuta con il rossore della pelle a tendenza rosacea?

Lo studio di Peng e colleghi pubblicato nel 2025 sul Journal of Cosmetic Dermatology ha valutato un siero al 5% di gluconolattone su 100 pazienti con eritema lieve da rosacea per 30 giorni: il 56% dei pazienti ha mostrato un miglioramento evidente del rossore, con miglioramenti significativi anche su idratazione e barriera cutanea. È una delle opzioni cosmetiche con maggiore supporto clinico per la pelle a tendenza rosacea, sempre considerando che la rosacea come condizione medica richiede valutazione dermatologica.

Qual è la differenza tra gluconolattone e acido glicolico?

L'acido glicolico (AHA) ha una molecola molto piccola, penetra rapidamente ed è più aggressivo: ottimi risultati ma maggiore rischio di irritazione. Il gluconolattone (PHA) ha una molecola più grande, penetra lentamente ed è molto più tollerabile, mantenendo benefici antiage comparabili (Edison et al., 2004). Una formulazione che li combina, come il Radiance Peeling Gel, sfrutta la potenza del primo bilanciata dalla delicatezza del secondo.

Si può usare il gluconolattone in gravidanza?

Il gluconolattone non è tra gli attivi controindicati in gravidanza secondo le linee guida cosmetiche standard. A differenza del retinolo o di alcuni acidi salicilici ad alte concentrazioni, ha un profilo di sicurezza elevato. Tuttavia, in gravidanza è sempre consigliato consultare il proprio medico prima di introdurre nuovi attivi cosmetici nella propria routine.

Devo usare la protezione solare quando uso il gluconolattone?

Sì, sempre — non perché il gluconolattone fotosensibilizzi (a differenza del glicolico, è considerato non fotosensibilizzante), ma perché la protezione solare quotidiana è essenziale per qualsiasi routine skincare seria. L'azione antiossidante del gluconolattone non sostituisce un SPF: lavora in modo complementare, contrastando lo stress ossidativo che il filtro solare non blocca completamente.

In quanto tempo si vedono i risultati?

I primi miglioramenti visibili — pelle più liscia, colorito più uniforme, maggiore luminosità — compaiono in genere dopo 2-4 settimane di uso costante. Risultati più marcati su grana cutanea e segni di fotoinvecchiamento richiedono 8-12 settimane, in linea con i tempi naturali di rinnovamento cellulare. La costanza vale più dell'intensità.

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Bibliografia

  1. Edison BL, Green BA, Wildnauer RH, Sigler ML. A polyhydroxy acid skin care regimen provides antiaging effects comparable to an alpha-hydroxyacid regimen. Cutis. 2004;73(2 Suppl):14-7. PMID: 15002657.
  2. Edison BL, Smith HA, Green BA, Tierney NK. Skin exfoliation with low concentrations of alpha hydroxy acids and poly hydroxy acids when incorporated into wash-off or leave-on products using a novel abbreviated model to measure cell turnover rate. J Am Acad Dermatol. 2021;85(3 Suppl):AB138.
  3. Jarząbek-Perz S, Dziedzic M, Rotsztejn H, Kołodziejczak A. Evaluation of the effects of 10% and 30% gluconolactone chemical peel on sebum, pH, and TEWL. J Cosmet Dermatol. 2023;22(12):3305-3312. doi:10.1111/jocd.15864.
  4. Bernstein EF, Brown DB, Schwartz MD, Kaidbey K, Ksenzenko SM. The polyhydroxy acid gluconolactone protects against ultraviolet radiation in an in vitro model of cutaneous photoaging. Dermatol Surg. 2004;30(2 Pt 1):189-195. PMID: 14756648.
  5. Hunt MJ, Barnetson RS. A comparative study of gluconolactone versus benzoyl peroxide in the treatment of acne. Australas J Dermatol. 1992;33(3):131-134. PMID: 1303072.
  6. Kantikosum K, Chongpison Y, Chottawornsak N, Asawanonda P. The efficacy of glycolic acid, salicylic acid, gluconolactone, and licochalcone A combined with 0.1% adapalene vs adapalene monotherapy in mild-to-moderate acne vulgaris: a double-blinded within-person comparative study. Clin Cosmet Investig Dermatol. 2019;12:151-161. doi:10.2147/CCID.S193730.
  7. Draelos ZD, Green BA, Edison BL. An evaluation of a polyhydroxy acid skin care regimen in combination with azelaic acid 15% gel in rosacea patients. J Cosmet Dermatol. 2006;5(1):23-29.
  8. Grimes PE, Green BA, Wildnauer RH, Edison BL. The use of polyhydroxy acids (PHAs) in photoaged skin. Cutis. 2004;73(2 Suppl):3-13.
  9. Peng Y, Mao M, Huang Z, Zhao H, Li Y, Jian D. Comparison of Efficacy and Willingness to a 5% Gluconolactone-Based Topical Serum and Intense Pulsed Light in Mild Erythema of Rosacea: A Paired Control Study. J Cosmet Dermatol. 2025;24:e70025. doi:10.1111/jocd.70025. Trial registration: ChiCTR2400087665.

 

 

 

 

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